Cosa fare a Genova 

Cicloriparo compie 14 anni e rilancia la sfida alla città: festa, asta solidale e targa nel bene confiscato alla mafia

Sabato 4 aprile a Genova il compleanno della ciclofficina di Fiab Genova diventa anche un messaggio politico: riuso, inclusione e mobilità sostenibile contro una città che continua a premiare le auto

Sabato 4 aprile il Cicloriparo festeggerà 14 anni di attività con un appuntamento aperto alla città in vico Chiuso degli Eroi, dove dalle 17 è in programma una festa con aperitivo, l’inaugurazione ufficiale della targa che riconosce lo spazio come bene confiscato alla mafia e un’asta solidale di biciclette recuperate e rimesse in funzione. Non sarà soltanto un compleanno, ma anche l’occasione per raccontare una storia che in questi anni ha trasformato un luogo sottratto alla criminalità in uno spazio vivo, utile e partecipato, capace di mettere insieme mobilità sostenibile, inclusione sociale, riuso e cittadinanza attiva.

Il Cicloriparo, ciclofficina solidale di Fiab Genova, è diventato nel tempo un punto di riferimento per chi si muove in bicicletta in città, ma anche per chi cerca un luogo dove imparare, condividere competenze, incontrare altre persone e ritrovare un’idea diversa di spazio urbano. Qui la bicicletta non è soltanto un mezzo di trasporto, ma uno strumento di autonomia, una scelta ecologica e anche un modo concreto per costruire relazioni. La giornata di sabato servirà proprio a ribadire questo valore, con una festa che avrà anche una forte dimensione simbolica grazie alla presenza di Libera Liguria per l’inaugurazione della targa.

Accanto al momento celebrativo, l’evento avrà anche un obiettivo molto concreto: raccogliere fondi attraverso l’asta di biciclette recuperate e riportate in funzione. Le risorse serviranno sia a sostenere le attività della ciclofficina sia a donare biciclette a persone in difficoltà, rafforzando ulteriormente il profilo sociale del progetto. Un modo per dimostrare che il riuso non è soltanto una pratica ambientale virtuosa, ma può diventare anche uno strumento di solidarietà e di inclusione.

A raccontare il senso di questo traguardo è Giacomo Revelli, volontario storico del Cicloriparo fin dalle origini: «Il Cicloriparo compie 14 anni: da quella primavera del 2012 molte cose sono cambiate. A Genova sempre più persone hanno scoperto che la città si può vivere bene con la bici e i ciclisti hanno sempre più bisogno di un “riparo”, un luogo dove incontrarsi, scambiarsi opinioni ed esperienze, poter riparare, o imparare a farlo, la propria bici oppure dove poterne trovare una usata durante le aste. Il Cicloriparo è un bene sequestrato alla mafia e uno spazio sottratto al traffico».

Ma il compleanno del Cicloriparo arriva anche in un contesto che gli organizzatori giudicano fortemente contraddittorio. Proprio mentre si celebra un’esperienza concreta di mobilità sostenibile, riuso e inclusione, nello stesso fine settimana il Comune ha scelto di incentivare l’uso dell’auto con parcheggi gratuiti in centro. Una decisione che viene letta da Fiab Genova come un segnale opposto rispetto a qualsiasi strategia moderna sulla mobilità urbana, e che secondo l’associazione rischia di aggravare ulteriormente traffico e congestione.

A sottolinearlo è il presidente di Fiab Genova, Romolo Solari, che lega la festa di sabato a una riflessione più ampia sulle scelte cittadine: «Mentre celebriamo un’esperienza concreta di mobilità sostenibile, inclusione e riuso come il Cicloriparo, non possiamo non rilevare con amarezza come, proprio nello stesso fine settimana, l’amministrazione comunale abbia deciso di incentivare l’uso dell’auto con parcheggi gratuiti in centro. È una misura che va nella direzione opposta rispetto a qualsiasi evidenza tecnica: è ormai consolidato che più spazio e più incentivi si offrono alle auto, maggiore è il traffico che si genera. Una scelta che rischia di riportarci indietro di decenni, a una visione anni Sessanta della città, invece di affrontare seriamente il tema della mobilità con strumenti moderni ed efficaci».

Il messaggio che partirà da vico Chiuso degli Eroi, quindi, andrà ben oltre la ricorrenza. Il compleanno del Cicloriparo diventerà infatti anche un’occasione per rilanciare il tema della coerenza delle politiche urbane, ricordando che sostenibilità, sicurezza stradale e qualità della vita non possono restare soltanto parole d’ordine. In un bene confiscato alla mafia trasformato in presidio civico, la bicicletta torna così a rappresentare non solo una scelta pratica, ma anche un’idea di città più giusta, più respirabile e più vicina alle persone.


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